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Sputerò sulle vostre tombe di Boris Vian. Recensione

Sputerò sulle vostre tombe di Boris Vian. Recensione

Copertina del libro Sputerò sulle vostre tombe di Boris VianI poeti maledetti esistono, Boris Vian lo è stato per trentanove anni, fino a quando un infarto se l’è portato via mentre sbraitava contro la trasposizione cinematografica del suo capolavoro. A leggere la storia di come nacque Sputerò sulle vostre tombe, c’è da mettersi a ridere. Nel 1946 l’editore parigino Jean d’Halluin cercava un romanzo da pubblicare, l’autore però doveva essere americano, si vendeva di più. Boris Vian, ventiseienne francese con alle spalle un solo libro, si offre di scrivere il romanzo in quindici giorni.

È una scommessa folle, ma Vian vince. Scrive il libro e lo fa pubblicare con lo pseudonimo di Vernon Sullivan. Il successo è strepitoso, ma la censura vieta il romanzo e durante il processo Boris Vian è costretto a confessare di essere lui il vero autore di Sputerò sulle vostre tombe.


La critica lo distrugge, i suoi libri successivi vengono stroncati, stessa cosa avviene per il teatro. Ma Vian continua a lavorare, oltre che scrittore è ingegnere, traduttore, poeta e trombettista. Suona con Miles Davis, scrive di jazz, vive freneticamente, quasi a voler sfuggire alla malattia che gli darà la morte.

Sputerò sulle vostre tombe è un libro in cui si mescolano alcol come se piovesse, violenza, sangue, macchine veloci ed erotismo. Tutti gli elementi della “gioventù bruciata”, prima della “gioventù bruciata”.

La storia racconta la sete di vendetta di un nero dalla pelle bianca: Lee Anderson, e il suo scorazzare per le strade d’America alla ricerca di una, due, mille vittime cui cavare gli occhi. Vian descrive scene violentissime con una chiarezza di linguaggio disarmante.

Sputerò sulle vostre tombe è un capolavoro di lucidità narrativa ed editoriale. Il ritratto perfetto dell’America degli anni Cinquanta, visto dagli occhi antiamericani di un genio francese.

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