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Recensione de La traccia dell'angelo. Stefano Benni domani a Pescara

Recensione de La traccia dell'angelo. Stefano Benni domani a Pescara

La traccia dell'angeloSarà Stefano Benni – mercoledì 16 novembre alle ore 19 presso l’Auditorium Petruzzi di Pescara – a inaugurare la nona edizione del Festival delle Letterature dell’Adriatico, con la presentazione del suo ultimo romanzo. Il festival, ideato e diretto da Giovanni Di Iacovo e Vincenzo D’Aquino, proseguirà fino a domenica 20 novembre con un calendario ricco di appuntamenti.

Stefano Benni non ha bisogno di presentazioni. Sono i suoi libri a parlare. E l’ultimo libro, La traccia dell’angelo (Sellerio, 112 pp., € 11), parla una lingua attuale, attualissima: quella del dolore. Il dolore da cui non si può fuggire, il dolore che va affrontato e scampato, se vuoi continuare a vivere.


La traccia dell’Angelo racconta la storia di Morfeo, che durante un Natale degli anni cinquanta prende una persiana sul capo e rimane incastrato tra la vita e la morte. Morfeo che cresce, incontra i medici e il mondo, diventa padre e scrittore.

L'ultimo lavoro di Benni è anche una denuncia verso l’industria delle cure, con le sue diagnosi veloci e i suoi flaconi di droghe legalizzate. Quell’industria che, come se nulla fosse, conficca le vite delle persone all’interno di un «dominio chimico» da cui non è per niente facile uscire.

Lo stile è ineccepibile, splendido. Il ritmo non manca mai e i personaggi verrebbe voglia di incartarli e metterli sotto l’albero. La storia unisce reale e surreale, vita, morte, sonno, insonnia e sogni. E alla fine il lettore chiude il libro e vorrebbe subito riaprirlo, per ricominciare.

«Un angelo non c’è sempre. Se no, non è un angelo. La sua prerogativa è che qualche volta arriva e qualche volta ti abbandona. Ecco l’essenza, la traccia dell’angelo».

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