Marco D'Angelo vince il premio Micro Biblioteca Sociale Andrea Pazienza
E’ Marco D’Angelo, con il racconto Natale calibro 9, il vincitore del premio Micro Biblioteca Sociale Andrea Pazienza, assegnato all’interno del concorso letterario Una storia di Natale volume 2 organizzato dall’associazione culturale Montesilvano Scrive.
Il racconto di D’Angelo è stato scelto perché è uno di quei racconti che non girano troppo attorno al cuore della faccenda, che vanno dritto al sodo utilizzando un linguaggio privo di svolazzi e ghirigori vari. Ma Natale calibro 9 è stato scelto soprattutto perché è un racconto che si lascia immaginare, un racconto che potrebbe andare bene per un fumetto.
Non poteva non andare a lui un premio assegnato da una biblioteca che porta il nome di Andrea Pazienza.
Il racconto parla di un uomo che uscendo dal carcere ritrova la libertà, e proprio quando vede la felicità oltre il vetro della finestra di casa sua, poco prima di poter di nuovo abbracciare la moglie e il figlio, viene freddato dal tiro mancino della vita.
NATALE CALIBRO 9 di Marco D’Angelo
Ugo esce dal carcere che sono già le undici di mattina del 24 dicembre. Il tempo di prendere una boccata d'aria viziata dallo smog ed è pronto per accendersi una sigaretta. Come da accordi il secondino gli ha infilato la chiave della cassetta nel pacchetto di Camel. Ha un bagaglio agile che sta in una sacca impermeabile. Si guarda attorno perdendosi nel ritmo del mondo in cui è stato nuovamente catapultato. Nessuno è a conoscenza della sua liberazione, neanche sua moglie e suo figlio. Tutto pur di nasconderlo ai vecchi soci che ha sputtanato ottenendo uno sconto di pena.
A Natale, mentre tutti viaggiano al doppio della velocità, gli è ancora più facile passare inosservato macinando chilometri a piedi in centro città. Punta dritto alla stazione centrale. Alle sue spalle un'ombra vestita di rosso si tiene a distanza ma non lo perde di vista.
Entrato in stazione Ugo si dirige verso le cassette di sicurezza e prende la chiave dal pacchetto, apre lo sportello e preleva una busta. Tutto tranquillo. Decide di fermarsi in un ristorante self-service per il suo primo pranzo da uomo libero. Nel bar di fronte c'è qualcuno che lo osserva attraverso la vetrata. Per un attimo i loro sguardi sembrano incrociarsi. Falso allarme. Ugo va in bagno, apre la busta e sorride.
Entra senza esitare in un negozio di giocattoli. Ne esce dopo pochi minuti con un vestito da Babbo Natale in una mano e l'ultima consolle della Sony impacchettata nell'altra.
Tornato alla stazione sale sul pullman che lo porterà nel suo paese all'interno della provincia. Due ore di viaggio, neve permettendo. Già dorme quando il bus parte. Non si accorge dell'uomo che scivola nella corriera all'ultimo secondo, prima che l'autista chiuda il portellone, rapido come la fiamma di un cerino. Arriva in paese poco prima di cena. La neve è già fitta sulla strada. Si dirige al bar della piazza. La serranda è abbassata per metà ma Gastone, il titolare e suo vecchio amico, lo lascia entrare.
Chiacchiere rapide, abbracci e un punch caldo per affrontare l'ultimo tratto di strada. Ugo si defila verso il bagno e ne esce dopo pochi minuti vestito da Babbo Natale. - E’ una sorpresa per mio figlio- dice a Gastone.
Decide di percorrere a piedi la via che lo separa dalla famiglia con il sorriso sulle labbra e calcando le sue impronte sulla neve, ma non sono le uniche.
Per stupirli invece di suonare il campanello scavalca il basso muro di cinta e si arrampica alla finestra. Ricorda che l'infisso è difettoso e può essere aperto anche dall'esterno. Riesce a scorgere la sala da pranzo illuminata di giallo e colorata dal loro albero vecchio di vent’anni. Infila i polpastrelli sotto il legno umido per sollevarlo quando la musica natalizia sintetica diffusa delle luminarie cinesi viene gelata da un “flop!”. Il proiettile che lo centra nella schiena gela i suoi movimenti facendolo crollare sulla neve.
L'uomo vestito di rosso lo raggiunge rapidamente e apre la giacca da Babbo Natale sfilando la busta ritirata in stazione, poi scompare nel buio. Oltre il vetro della finestra una madre e un figlio festeggiano un altro Natale in solitudine scambiandosi gli auguri davanti al pesce surgelato. In terra, poco distante, Ugo piange un'ultima lacrima che si ghiaccia in viso mentre il suo sangue scioglie la neve.
