Ultime news

Sohanews Feed
  • Nomine assessori, Di Pietrantonio Pd "Situazione insostenibile"
    "La maggioranza di centrodestra con a capo il Sindaco Mascia che governa questa città a distanza di circa 2 mesi non è in grado ancora di dare alla città un’amministrazione completa e operativa" ad affermarlo è Moreno Di Pietrantonio, Capogruppo...
  • S.O.S. rappresentanti studenteschi
    Università Gabriele D'Annunzio - Sono trascorsi quasi 3 anni dalle ultime elezioni dei rappresentanti studenteschi nei consigli di facoltà, nei consigli di amministrazione di ateneo, all'ADSU, e nei diversi corsi di laurea. Dal maggio 2009 infatti, gli studenti della...
  • Fiume Saline: il solito teatrino del centrodestra, mentre nessuno mette in sicurezza la ...
    Riceviamo e pubblichiamoIl teatrino tra Chiodi e Cordoma sulla demolizione di alcune baracche sul Fiume Saline con relativi addebiti e “danni di immagine” sono una vergogna a spese dei cittadini. La vicenda farebbe sorridere se non ci trovassimo davanti...

Login

Per usufruire dei servizi della Micro Biblioteca Sociale Andrea Pazienza devi registrarti alla SO.HA - GiovaniCiitadiniAttivi.

Partner

Sohanews



Logo SO.HA

Passappunti

Passappunti Scambio/Annunci Appunti

Micro Biblioteca Sociale Andrea Pazienza

Marco D'Angelo vince il premio Micro Biblioteca Sociale Andrea Pazienza

Scritto da Andrea Sferrella Venerdì 06 Gennaio 2012 14:43
PDFStampaE-mail

Marco D'Angelo legge il racconto vincitore del premio Micro Biblioteca Sociale Andrea PazienzaE’ Marco D’Angelo, con il racconto Natale calibro 9, il vincitore del premio Micro Biblioteca Sociale Andrea Pazienza, assegnato all’interno del concorso letterario Una storia di Natale volume 2 organizzato dall’associazione culturale Montesilvano Scrive.

Il racconto di D’Angelo è stato scelto perché è uno di quei racconti che non girano troppo attorno al cuore della faccenda, che vanno dritto al sodo utilizzando un linguaggio privo di svolazzi e ghirigori vari. Ma Natale calibro 9 è stato scelto soprattutto perché è un racconto che si lascia immaginare, un racconto che potrebbe andare bene per un fumetto.

Non poteva non andare a lui un premio assegnato da una biblioteca che porta il nome di Andrea Pazienza.

Il racconto parla di un uomo che uscendo dal carcere ritrova la libertà, e proprio quando vede la felicità oltre il vetro della finestra di casa sua, poco prima di poter di nuovo abbracciare la moglie e il figlio, viene freddato dal tiro mancino della vita.


NATALE CALIBRO 9 di Marco D’Angelo

Ugo esce dal carcere che sono già le undici di mattina del 24 dicembre. Il tempo di prendere una boccata d'aria viziata dallo smog ed è pronto per accendersi una sigaretta. Come da accordi il secondino gli ha infilato la chiave della cassetta nel pacchetto di Camel. Ha un bagaglio agile che sta in una sacca impermeabile. Si guarda attorno perdendosi nel ritmo del mondo in cui è stato nuovamente catapultato. Nessuno è a conoscenza della sua liberazione, neanche sua moglie e suo figlio. Tutto pur di nasconderlo ai vecchi soci che ha sputtanato ottenendo uno sconto di pena.

A Natale, mentre tutti viaggiano al doppio della velocità, gli è ancora più facile passare inosservato macinando chilometri a piedi in centro città. Punta dritto alla stazione centrale. Alle sue spalle un'ombra vestita di rosso si tiene a distanza ma non lo perde di vista.

Entrato in stazione Ugo si dirige verso le cassette di sicurezza e prende la chiave dal pacchetto, apre lo sportello e preleva una busta. Tutto tranquillo. Decide di fermarsi in un ristorante self-service per il suo primo pranzo da uomo libero. Nel bar di fronte c'è qualcuno che lo osserva attraverso la vetrata. Per un attimo i loro sguardi sembrano incrociarsi. Falso allarme. Ugo va in bagno, apre la busta e sorride.

Entra senza esitare in un negozio di giocattoli. Ne esce dopo pochi minuti con un vestito da Babbo Natale in una mano e l'ultima consolle della Sony impacchettata nell'altra.

Tornato alla stazione sale sul pullman che lo porterà nel suo paese all'interno della provincia. Due ore di viaggio, neve permettendo. Già dorme quando il bus parte. Non si accorge dell'uomo che scivola nella corriera all'ultimo secondo, prima che l'autista chiuda il portellone, rapido come la fiamma di un cerino. Arriva in paese poco prima di cena. La neve è già fitta sulla strada. Si dirige al bar della piazza. La serranda è abbassata per metà ma Gastone, il titolare e suo vecchio amico, lo lascia entrare.

Chiacchiere rapide, abbracci e un punch caldo per affrontare l'ultimo tratto di strada. Ugo si defila verso il bagno e ne esce dopo pochi minuti vestito da Babbo Natale. - E’ una sorpresa per mio figlio- dice a Gastone.

Decide di percorrere a piedi la via che lo separa dalla famiglia con il sorriso sulle labbra e calcando le sue impronte sulla neve, ma non sono le uniche.

Per stupirli invece di suonare il campanello scavalca il basso muro di cinta e si arrampica alla finestra. Ricorda che l'infisso è difettoso e può essere aperto anche dall'esterno. Riesce a scorgere la sala da pranzo illuminata di giallo e colorata dal loro albero vecchio di vent’anni. Infila i polpastrelli sotto il legno umido per sollevarlo quando la musica natalizia sintetica diffusa delle luminarie cinesi viene gelata da un “flop!”. Il proiettile che lo centra nella schiena gela i suoi movimenti facendolo crollare sulla neve.

L'uomo vestito di rosso lo raggiunge rapidamente e apre la giacca da Babbo Natale sfilando la busta ritirata in stazione, poi scompare nel buio. Oltre il vetro della finestra una madre e un figlio festeggiano un altro Natale in solitudine scambiandosi gli auguri davanti al pesce surgelato. In terra, poco distante, Ugo piange un'ultima lacrima che si ghiaccia in viso mentre il suo sangue scioglie la neve.

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2012 14:57
 

Sputerò sulle vostre tombe di Boris Vian. Recensione

Scritto da Andrea Sferrella Lunedì 19 Dicembre 2011 19:19
PDFStampaE-mail

Copertina del libro Sputerò sulle vostre tombe di Boris VianI poeti maledetti esistono, Boris Vian lo è stato per trentanove anni, fino a quando un infarto se l’è portato via mentre sbraitava contro la trasposizione cinematografica del suo capolavoro. A leggere la storia di come nacque Sputerò sulle vostre tombe, c’è da mettersi a ridere. Nel 1946 l’editore parigino Jean d’Halluin cercava un romanzo da pubblicare, l’autore però doveva essere americano, si vendeva di più. Boris Vian, ventiseienne francese con alle spalle un solo libro, si offre di scrivere il romanzo in quindici giorni.

È una scommessa folle, ma Vian vince. Scrive il libro e lo fa pubblicare con lo pseudonimo di Vernon Sullivan. Il successo è strepitoso, ma la censura vieta il romanzo e durante il processo Boris Vian è costretto a confessare di essere lui il vero autore di Sputerò sulle vostre tombe.


La critica lo distrugge, i suoi libri successivi vengono stroncati, stessa cosa avviene per il teatro. Ma Vian continua a lavorare, oltre che scrittore è ingegnere, traduttore, poeta e trombettista. Suona con Miles Davis, scrive di jazz, vive freneticamente, quasi a voler sfuggire alla malattia che gli darà la morte.

Sputerò sulle vostre tombe è un libro in cui si mescolano alcol come se piovesse, violenza, sangue, macchine veloci ed erotismo. Tutti gli elementi della “gioventù bruciata”, prima della “gioventù bruciata”.

La storia racconta la sete di vendetta di un nero dalla pelle bianca: Lee Anderson, e il suo scorazzare per le strade d’America alla ricerca di una, due, mille vittime cui cavare gli occhi. Vian descrive scene violentissime con una chiarezza di linguaggio disarmante.

Sputerò sulle vostre tombe è un capolavoro di lucidità narrativa ed editoriale. Il ritratto perfetto dell’America degli anni Cinquanta, visto dagli occhi antiamericani di un genio francese.

   

Le ceneri di Angela di Frank McCourt. Recensione

Scritto da Andrea Sferrella Venerdì 09 Dicembre 2011 13:00
PDFStampaE-mail

Le ceneri di AngelaLe Ceneri di Angela è un romanzo autobiografico di Frank McCourt. Uscito nel 1996, e pubblicato per la prima volta in Italia da Adelphi nel 1997, è diventato uno dei romanzi più amati in tutto il mondo ed è valso all’autore il Premio Pulitzer e il National Books Critics Circle Award. Non so, e sinceramente non mi interessa saperlo, quanto McCourt abbia lavorato di fantasia, ma la sua prosa è troppo viva, troppo infreddolita per non essere molto, molto vicina alla realtà.

La storia inizia a New York, ma si svolge quasi interamente a Limerick, in Irlanda. Non è nient’altro che la storia di un bambino povero irlandese e cattolico e della sua famiglia povera irlandese e cattolica, in un piccola cittadina povera, irlandese e cattolica. Ma è una storia bellissima e divertente.

   

Oceano mare. Recensione

Scritto da Andrea Sferrella Martedì 29 Novembre 2011 17:55
PDFStampaE-mail


bariccoOceano Mare è un romanzo scritto bene, senza macchia, senza flessioni.  Ma è soprattutto stupore. Lo stupore della prima volta che vedi il mare. E ti chiedi dove possa mai finire, il mare. Il professor Bartlebloom, uno dei protagonisti, è impegnato a scoprirlo. Per la verità è impegnato a scoprire dove finisca ogni singolo elemento del mondo. Ma il mare non finisce. E ritorna, di continuo, a legare le vicende dei personaggi che transitano alla locanda Almayer: punto d’incontro di inquietudini e passioni. E rancore.

Il mare come cura, per la giovane Elisewin. Il mare come tentativo, per il pittore Plasson. Il mare come attesa, per Ann Deverià. Il mare come morte per i centoquarantasette naufraghi dell’Alliance battente bandiera francese.
Il mare come vendetta, per Thomas. Il mare come mare. Il mare senza tempo e senza confini.

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Novembre 2011 18:00
   

Recensione de La traccia dell'angelo. Stefano Benni domani a Pescara

Scritto da Andrea Sferrella Martedì 15 Novembre 2011 20:44
PDFStampaE-mail

La traccia dell'angeloSarà Stefano Benni – mercoledì 16 novembre alle ore 19 presso l’Auditorium Petruzzi di Pescara – a inaugurare la nona edizione del Festival delle Letterature dell’Adriatico, con la presentazione del suo ultimo romanzo. Il festival, ideato e diretto da Giovanni Di Iacovo e Vincenzo D’Aquino, proseguirà fino a domenica 20 novembre con un calendario ricco di appuntamenti.

Stefano Benni non ha bisogno di presentazioni. Sono i suoi libri a parlare. E l’ultimo libro, La traccia dell’angelo (Sellerio, 112 pp., € 11), parla una lingua attuale, attualissima: quella del dolore. Il dolore da cui non si può fuggire, il dolore che va affrontato e scampato, se vuoi continuare a vivere.

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Novembre 2011 20:52
   

Pagina 1 di 3

<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>
Joomla SEO by AceSEF